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Slot machine concessionari

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Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy. Cronaca Nera. Africa Express. Giochi, il taglio delle slot si è già arenato: I giudici hanno rigettato, ma non finisce qui di Daniele Martini 25 Febbraio Giochi , Slot Machine. Prima di continuare Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Grazie, Peter Gomez. Diventa sostenitore. Lo stato fa cassa e fa ammalare migliaia di persone distruggendo tanta gente economicamente e psicologicamente cosa fanno i nostri politici solo i loro interessi sulle spalle di povera gente aboliamo le slot i giochi dazzardo o rendiamo l acesso piu controllato per disicentivare le persone che hanno il vizio ci sara un modo!

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Come dire, 16 volte il business annuo di Las Vegas o quanto basterebbe a sei o sette manovre finanziarie. Su questa cifra imponente lo Stato incassa il dieci per cento. E il settore ha mila addetti, di fatto la terza industria italiana dopo Eni e Fiat. Le big del mercato delle new slot, delle lotterie e delle scommesse sportive in Italia sono dieci e rappresentano metà di quel fatturato. Dietro a loro ci sono altri 1. Alcune made in Italy sono perfettamente trasparenti — per esempio Lottomatica e Snai — mentre per altre con sedi all'estero è arduo stabilire proprietari e intrecci societari.

Dubbi e sospetti sono stati sollevati nelle ultime settimane dalla Corte dei conti, dalla Direzione nazionale antimafia, dalla commissione parlamentare Antimafia e persino da una quarantina di parlamentari di tutti gli schieramenti politici che hanno presentato interrogazioni molto circostanziate. Il fatto è che sulle concessioni stanno per riaprirsi i giochi, visto che i contratti scadono il 16 maggio e che i requisiti di partecipazione diventano via via più rigidi. C'è insomma chi rischia di non vedersi rinnovare la concessione. Ma chi c'è in realtà dietro quelle società sotto i riflettori dell'antimafia? Perché i Monopoli hanno accolto aziende con proprietà a dir poco oscure, a cui di fatto viene affidato il ruolo di esattore fiscale?

Come funziona il sistema di scatole cinesi delle imprese che operano in Italia con azionisti esteri e con finanziarie in paesi come Svizzera, Lussemburgo o Antille olandesi? Come finirà la partita del rinnovo delle concessioni? Mentre sono in calo sale Bingo e scommesse tradizionali, il gioco online è in pieno boom. Tutto è cominciato nel Quando i Monopoli di Stato hanno affidato alle dieci concessionarie la gestione delle macchinette elettroniche: Ecco com'è costituita in Italia la filiera, o "rete" del gioco legale, delle macchinette.

Alle dieci concessionarie spetta la conduzione della rete telematica con l'obbligo di assicurarne l'operatività. Sono queste società a incaricare i gestori di installare gli apparecchi — attualmente mila — poi affidati agli esercenti, i locali pubblici dove gli utenti giocano. Le concessionarie, come si è detto, hanno il delicato compito di esattori per conto dello Stato, in quanto oltre a incassare il proprio utile, incamerano anche il "Preu", prelievo erariale unico, che poi versano ai Monopoli.

Il fatturato è appunto in continua crescita: E la raccolta del primo trimestre di quest'anno 18 miliardi di euro conferma un trend positivio più 17 per cento , rispetto allo stesso periodo del L'anno potrebbe dunque chiudersi con il record di 80 miliardi. Tanto più che nel Def — come ha denunciato qualche giorno fa il senatore Idv Luigi Li Gotti — il ministero dell'economia ha incrementato l'offerta dei giochi e ha previsto su questo fronte un aumento delle entrate erariali.

E sempre pochi giorni fa un membro della commissione Antimafia, il senatore Raffaele Lauro del Pdl — ex commissario antiracket e antiusura — ha proposto una commissione parlamentare d'inchiesta sul gioco d'azzardo e ha presentato un disegno di legge per vietare ai minori di 18 anni di incassare vincite in denaro. Ma vediamo quali sono le concessionarie. In prima fila Lottomatica e Snai, le uniche totalmente made in Italy. La Snai ha avuto un azionariato più diffuso e dopo gli ultimi cambiamenti di asset è controllata da due fondi di private equity che fanno capo uno alla famiglia Bonomi, l'altro a istituti bancari e assicurativi italiani.

Sulla Snai c'è in corso un'Opa. Le altre otto, invece, presentano azionariati in parte o del tutto protetti da sedi estere. Gamenet è al 42 per cento quota di maggioranza della Tcp Eurinvest, sede Lussemburgo. Hbg è al 99 per cento di proprietà della lussembrughese Karal: Il gruppo delle "lussemburghesi" è chiuso dalla Sisal, al 97 per cento della Sisal Holding finanziaria, Spa al per cento della Gaming Invest, sede nel granducato. Ci sono poi le società spagnole: Le altre due concessionarie sono G. Matica — al 95 per cento della Telcos, una srl con mila euro di utile che è controllata per il 52 per cento dalla Almaviva Technologies altra srl della famiglia Tripi e per il 37 per cento della Interfines Ag, sede legale Zurigo — e Atlantis, oggi sostituita da B Plus Giocolegale limited, che ha la sede principale a Londra con 68 dipendenti e una "sede secondaria" a Roma.

Proprio la ex Atlantis — che controlla il 30 per cento del mercato dello slot machine — è al centro di dubbi e polemiche. A rappresentarla in Italia — sede in via della Maglianella 65 a Roma — con la qualifica di "preposto", figura il trentunenne catanese Alessandro La Monica. Prima di diventare parlamentare del Pdl in quota An, il rappresentante legale della Atlantis era Amedeo Laboccetta. A questa concessionaria la Direzione nazionale antimafia ha dedicato un intero capitolo. La Atlantis — si legge nell'ultimo rapporto della Direzione antimafia — con sede a Saint Martin nelle Antille Olandesi, è stata successivamente sostituita, in seguito a sollecitazione da parte dei Monopoli, dalla Società Atlantis Giocolegale con sede in Italia.

La storia di quest'ultimo è abbastanza nota essendo stato già condannato per vari reati ed essendo notoria la sua vicinanza a Nitto Santapaola". Raccontano i giudici che i fratelli Corallo hanno smentito di avere rapporti di affari con il padre Gaetano rivendicando la loro autonomia di imprenditori, e gli accertamenti espletati non hanno fatto emergere contatti sospetti, né con il padre, né con il direttore o altri funzionari dei Monopoli. La Direzione distrettuale antimafia romana ha scritto infatti:

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Era appena partita e si è subito impantanata l'operazione di taglio delle slot machines, le oltre mila macchinette mangiasoldi che straripano. I concessionari stanno avviando il percorso di riduzione delle reti degli apparecchi di intrattenimento. I Monopoli di Stato hanno. Slot machine: imponibili a Iva |i compensi corrisposti dai gestori il concessionario, titolare del nulla osta per l'installazione delle slot e. Vediamo come sono distribuite le slot machines tra i vari concessionari ed i vari siti italiani di casino online legali aams. Dietro a loro ci sono altri concessionari-gestori che si spartiscono i dati di Agipronews – il volume d'affari del gioco d'azzardo di Stato (slot machine. Mentre i concessionari avviano il percorso di riduzione delle reti di poi Gamenet e Intralot Gaming Machines) in termini di apparecchi. I concessionari di questi apparecchi hanno ricevuto indicazioni sul numero di macchine che dovranno smettere di funzionare entro il 30 aprile.

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